A quante di voi è stato chiesto: scusa, ma perché scioperi? Più volte avrei voluto rispondere: guardati le statistiche, leggi i rapporti di genere, leggi il manifesto con le rivendicazioni dello sciopero, leggiti le leggi sulla parità e comparale alla realtà, insomma apri gli occhi.

Eppure mi usciva di getto la breve risposta: perché sono stufa, siamo stufe.

Sì io sono stufa e arrabbiata per tutte le situazioni quotidiane, le interazioni, le circostanze, le frasi, per tutti quei contesti che trasudano disparità, discriminazione, sessismo, omofobia, mancanza di rispetto, violenza.

Sono stufa di sentirmi dire che con quel vestito sono troppo volgare e poi è chiaro che me le vado a cercare.

Sono stufa di sentirmi dire che una donna ha per natura il ruolo di madre, e che quindi deve rimanere a casa ad accudire i figli e gestire la casa.

Sono stufa di sentirmi dire che una madre che decide di continuare a lavorare è una pessima madre.

Sono stufa di sentirmi dire fai la brava ragazza e comportati da signora

sono stufa di sentirmi dire che se ho un’attività sessuale attiva soddisfacente sono una donna facile.

Sono stufa di sentirmi dire che l’eterosessualità sia l’unica forma di unione possibile e naturale.

Sono stufa sentirmi dire che se un uomo piange è uno debole, poco virile.

Sono stufa sentirmi dire che ci sono professioni che le donne non possono fare.

Sono stufa di sentirmi dire che il marito, il compagno la picchiava per amore.

Sono stufa di sentirmi dire  che mettere dei controlli per la parità salariale sia un atto troppo burocratico e costoso.

Sono stufa di vedere banalizzare in televisione, dalla politica, dalla società, dall’opinione pubblica  il fenomeno della violenza, delle molestie, del sessismo, della disparità.

Insomma sono stufa, siamo stufe.

La società impone delle normi sociali, ci impone dei ruoli sociali, ci giudica e ci classifica ci dice come comportarci, come essere donne e uomini. Questa imposizione sociale gerarchica è forte e violenta. Dovremmo poter scegliere chi essere e come comportarci in maniera libera e rispettosa.

Noi oggi chiediamo di cambiare Società, quello che chiediamo non è affatto utopico: chiediamo rispetto e parità!