A nome dell’Associazione Armònia, che con l’Associazione Consultorio delle donne si occupa di violenza domestica, colgo l’occasione di portare alcune riflessioni e rivendicazioni per quanto riguarda la problematica di cui ci occupiamo.

Dobbiamo riconoscere che negli ultimi trent’anni vi è stata una certa evoluzione sia a livello culturale sia a livello sociale e politico. La violenza domestica non è più considerata un fatto privato ma un reato perseguibile d’ufficio, l’entrata in vigore della legge sulla Polizia per l’allontanamento dell’autore, le misure di tutela della personalità previste dall’Autorità civile e l’organizzazione di un appartamento e della consulenza per autori affidato all’Ufficio dell’assistenza riabilittiva; l’istituzione di leggi a protezione della donna ha legittimato la richiesta d’aiuto delle donne e il nostro operare.

Si sono creati dei gruppi di lavoro interdisciplinare che hanno riflettuto e portato avanti dei progetti sulla problematica e questo ci ha permesso di migliorare gli interventi.

Purtroppo però se consideriamo le cifre che appaiono sui media, ci rendiamo conto che la problematica si aggrava costantemente e che c’è sicuramente ancora molto da fare, al fine di affinare i vari interventi, sia nostri che delle istituzioni.

Ogni attore, a dipendenza delle proprie competenze e responsabilità, deve studiare e comprendere maggiormente la problematica per poter intervenire in modo appropriato.

Sulla base della nostra esperienza

  • crediamo che si debba intensificare la prevenzione a diversi livelli, dalla famiglia alla scuola, sul posto di lavoro, con dei programmi specifici; in particolare, è importante poter avvicinare le donne molto prima che la violenza diventi pericolosamente distruttiva;
  • riteniamo necessario che venga creato un servizio specifico d’aiuto per gli autori;
  • riteniamo che le donne migranti che subiscono violenza domestica devono poter mantenere il permesso di soggiorno.

Approfitto della grande partecipazione a questa giornata per ricordare e informare che in Ticino sono presenti:

  • due case di accoglienza (Casa delle Donne per il Sottoceneri e Casa Armònia per il Sopraceneri);
  • due Consultori (il Consultorio delle donne e il Consultorio Alissa)
  • e un picchetto telefonico, attivo giorno e notte, 7 giorni su 7, non solo per l’accoglienza nella Casa, ma anche per informazioni inerenti alla problematica di cui ci occupiamo. Il numero di telefono lo si può trovare alla rubrica emergenze dei nostri quotidiani o in Internet  all’indirizzo www.viveresenzaviolenza.ch.

Quindi, se conoscete delle donne o se tra noi qui oggi ci sono donne che vivono questo tipo di problematica, sappiano che non sono sole e che possono chiedere aiuto senza aspettare che la situazioni precipiti verso un difficile non ritorno.