Basta con il lavoro gratuito: più salario e sicurezza per le donne* – L’azione della rete Nateil14giugno

Nel settore privato in Svizzera le donne guadagnano in media il 19,6% di meno rispetto ai loro colleghi di sesso maschile, vale a dire 1’532 franchi in meno ogni mese. Questa differenza, calcolata sulla durata di un intero anno si traduce nel fatto che le donne lavorano gratuitamente in media per 71,5 giorni: a partire dal 21 ottobre, fino alla fine dell’anno. Precisamente dalle ore 11:03:21 le donne non percepiranno più un centesimo di salario rispetto ai loro colleghi uomini.

A quattro mesi dallo storico sciopero femminista e delle donne* la mobilitazione non si ferma. Le donne che vivono e lavorano in questo paese non intendono abbassare la guardia, né diminuire la pressione, per rinnovare le rivendicazioni che hanno portato più di mezzo milione di persone a mobilitarsi lo scorso 14 giugno. Lunedì 21 ottobre la rete nateil14giugno ha organizzato in Piazza Dante a Lugano, alle ore 11:03.21, un’azione simbolica. È stata anche l’occasione per indirizzare le nostre rivendicazioni al Parlamento federale, che è stato rinnovato il giorno prima, e ai/alle parlamentari ticinesi neoeletti/e (vedi qui sotto la Lettera ai/alle parlamentari).

La rete nateil14giugno è nata in Ticino, durante la preparazione del grande sciopero delle donne dello scorso 14 giugno, e vede la partecipazione di molte delle organizzazioni e movimenti che hanno collaborato all’interno del coordinamento cantonale per lo sciopero. Una pluralità di soggetti attivi in ambito culturale, sindacale, sociale e politico.
Lo sciopero del 14 giugno ha rappresentato soltanto lo straordinario avvio di un movimento più profondo e trasversale che percorre l’intera Svizzera e si collega con le battaglie delle donne del mondo intero.
Le donne e le organizzazioni aderenti sono decise a continuare la lotta a tutti i livelli e in tutti gli ambiti: nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle istituzioni, nello spazio pubblico e privato.

La giornata di azione del 21 ottobre, ha collegato la lotta per la parità salariale a quella contro l’innalzamento dell’età di pensionamento delle donne, il tutto inserito nell’agenda femminista nazionale, adottata anche a livello ticinese da nateil14giugno. L’agenda annuncia un’unità d’azione in tutta la Svizzera nelle date simbolo della lotta femminista, tra cui il 25 novembre, giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne, e i prossimi 8 marzo e 14 giugno, in cui le donne* che vivono e lavorano in questo Paese si uniranno ancora nella mobilitazione e nella lotta per il raggiungimento della parità sostanziale tra uomo e donna, verso la fine di ogni discriminazione e violenza.

Lettera alle/ai parlamentari

 

Ticino, 21 ottobre 2019, ore 11.03.21

Gentile parlamentare, egregio parlamentare,

Cosa farebbe se le dicessero che da oggi, 21 ottobre, il suo lavoro non verrà più remunerato fino a Capodanno? Non ne sarebbe certo contento/a.

Se poi questo si protraesse per i 35, 40 anni di attività si renderebbe conto di aver regalato almeno 6 anni della sua vita lavorando gratuitamente per un lavoro comunque necessario. 6 anni di salario che le mancheranno ai contributi per la sua previdenza, rendendo più povera la sua vecchiaia.

6 anni di mancati introiti nelle casse cantonali e federali in termini di contributi fiscali.

Un danno per tutti e non solo per lei.

Ecco, la discriminazione salariale é proprio questo: le donne oggi perdono in una vita lavorativa 350’000 franchi perché discriminate in quanto donne.

Molta politica non si é schierata dalla loro parte durante l’ultima revisione della Legge parità, ritenendo più conveniente ignorare la giustizia sociale a favore di chi non rispetta la Costituzione che ribadisce “Uomo e donna hanno diritto a una retribuzione uguale per un lavoro di pari valore”

Il secondo sciopero delle donne del 14 giugno 2019 chiede a gran voce l’impegno della politica nei confronti della metà della sua popolazione. Non si tratta di un favore fatto alle donne, ma della salvaguardia dei diritti costituzionali di tutta la cittadinanza.

Nel prossimo quadriennio il suo contributo sarà importante per il Ticino se saprà impegnarsi anche per la parità tra donne e uomini.