Il mio intervento è a nome di Ava Eva, un movimento di donne della generazione delle nonne – la mia generazione e quella di molte di voi che come me hanno partecipato allo sciopero del 1991.

Noi condividiamo l’Appello nazionale per lo sciopero, mi limito qui a sottolineare alcuni aspetti che ci coinvolgono particolarmente.

– Innanzitutto, poiché la precarietà e la povertà hanno spesso un volto femminile, in particolare per le donne meno giovani,vogliamo delle rendite che permettano di vivere in modo finanziariamente autonomo e senza aumentare l’età di pensionamento.

– Nell’ambito del lavoro di cura, vogliamo che il contributo di nonne e nonni sia riconosciuto perché èfondamentale per molte famiglie, non solo a livello affettivo: in Svizzera si stima che se fosse monetizzato varrebbe ben 2 miliardi di franchi.

Rivendichiamo anche un maggior riconoscimento del lavoro che svolgiamo in favore di genitori, coniugi e altre persone bisognose di accudimento e vogliamo migliori condizioni per le lavoratrici attive nel campo della cura, in ogni tipo di struttura e a domicilio.

In particolare siamo solidali con le donne straniere che si occupano delle persone anziane in qualità di badanti, a volte in situazioni contrattuali più che precarie.

– Rivendichiamo la libertà delle nostre scelte per quel che riguarda la nostra sessualità, il nostro aspetto e il nostro stile di vita: perché se la sessualità femminile è a tutte le età oggetto di stereotipi e tabù, essa  è considerata quasi inesistente nelle donne della nostra generazionee a volte la stigmatizzazione di forme che non siano l’eterosessualità è ancora più forte nelle coppie anziane.

– Ci opponiamo alle immagini stereotipate delledonne anziane e vecchie che sono rappresentate in modo contradditorio: o secondo modelli tradizionali superati, o come donne con un aspetto giovanile, un corpo sempre ben curato e un viso senza rughe, che diventano così un nuovo target della pubblicità.

E in conclusione, come diciamo nel nostro volantino, oggi scioperiamo e manifestiamo perché La volontà di cambiare il mondo non ha età. E per affermarlo in modo concreto, alcune donne di AvaEva, su iniziativa di alcune giovani che ringraziamo, oggi hanno incontrato un gruppo di ospiti di una casa anziani della Vallemaggia, per parlare con loro della parità di diritti, delle discriminazioni che hanno subito e delle loro storie di vita.